È una spinta decisiva per il trasferimento industriale e per concretizzare un progetto di ricerca di frontiera promettente, con le carte in regola per arrivare alla realizzazione di un modello funzionale da testare e brevettare. Diego Misseroni, professore di Costruzioni e strutture aerospaziali al Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell’Università di Trento, ha vinto un European Research Council Proof of Concept (Erc PoC) con il suo progetto Flexgrip.
Un lavoro fondato sui risultati del progetto tuttora in corso S-Foam (Self-Foldable Origami-Architected Metamaterials), coordinato dallo stesso Misseroni e finanziato nel 2022 con un Erc Consolidator Grant. L’obiettivo è realizzare una nuova tipologia di pinze robotiche scalabili, ispirate al design origami.
Si tratta dell’European Research Council Proof of Concept, un finanziamento supplementare dello Erc dedicato a chi ha già ottenuto un grant, per favorire il passaggio dalla ricerca di base alla prima applicazione pratica e al mercato. Un sostegno riservato a proposte con un forte potenziale innovativo e industriale.
Il progetto Flexgrip. ll principio di base è sfruttare le forme e la cinematica delle strutture origami per sviluppare un grip universale, capace di afferrare e movimentare oggetti anche dalle geometrie complesse, realizzati con materiali diversi – sia rigidi sia morbidi – e di dimensioni variabili, superando in modo pionieristico alcuni dei limiti oggi presenti nella robotica.
L’innovazione riguarda l’elemento di presa (o gripper), installato all’estremità del braccio meccanico, che serve per impugnare gli oggetti e che, questo l’aspetto tecnologicamente più rilevante, può conformarsi automaticamente agli elementi da spostare. Il sistema sfrutta la geometria degli origami, combinandola con l’impiego di materiali e metamateriali progettati per ottenere proprietà meccaniche estreme e adattabili.
«L’intenzione – spiega Diego Misseroni – è utilizzare strutture e materiali più flessibili all’interno delle pieghe dell’origami e più rigidi invece per le facce. Questo per rendere la pinza adattabile alle dimensioni, alle forme e ai materiali dell’oggetto da spostare. Il risultato – prosegue – è un design ibrido leggero, rigido e flessibile, che combina la forza e la capacità di carico delle pinze rigide con la delicatezza e la versatilità di quelle morbide, senza ricorrere a sistemi complessi di controllo, sensori ingombranti, o attuatori ad alto consumo energetico».
Diversi i campi di applicazione di questo tipo di meccanismo. Nella logistica, per esempio, consente il prelievo e lo smistamento affidabile di articoli fragili, deformabili o eterogenei, che rimangono una sfida importante nell’e-commerce e nelle operazioni di magazzino. Nel settore automobilistico, offre una strada per automatizzare attività ancora fortemente dipendenti dal lavoro umano, come la manipolazione di cavi, guarnizioni, schiume o tessuti, componenti difficili da afferrare con le tecnologie esistenti.
I vantaggi di sviluppare una gripper universale comporterebbero una riduzione di costi, tempi e consumo di materiali, contribuendo a soluzioni più efficienti, leggere e a basso impatto ambientale.
«Un’automazione intelligente, sostenibile e flessibile – aggiunge Misseroni – che consentirebbe alle persone di lavorare in condizioni di maggiore sicurezza. Per esempio, ci sarebbero meno rischi di perdere oggetti durante la movimentazione. Oppure, ancora, la presa robotica potrebbe essere integrata in sistemi digitali avanzati, favorendo un’interazione più sicura e collaborativa tra operatori umani e robot, in linea con i principi dell’Industria 5.0».
La selezione per gli Erc PoC è nota per essere competitiva e rigorosa: arrivano al finanziamento solo le proposte giudicate eccellenti dal punto di vista scientifico e che propongono soluzioni innovative e rivoluzionarie. Un altro elemento di valutazione riguarda la parte applicativa e l’interesse del mondo industriale.
In questo caso, due imprese hanno già mostrato interesse per il progetto di Misseroni: si tratta di una società italiana specializzata nell’automazione industriale, e di un’azienda tecnologica svedese che utilizza un processo di “origami industriale” per piegare lamiere metalliche con precisione robotica.
«Il contatto con i partner industriali – sottolinea Diego Misseroni – è stato reso possibile grazie al supporto della Fondazione Hit – Hub Innovazione Trentino, che ha accompagnato il progetto nell’interazione con il mondo industriale, e della Divisione Valorizzazione e Impatto della Ricerca di UniTrento, attivamente impegnata nella valorizzazione dei risultati della ricerca e nel trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo».
Informazioni sugli Erc PoC. Il finanziamento Erc Proof of Concept Grant è destinato a ricercatori e ricercatrici che hanno ottenuto un grant Erc in corso o terminato da poco. Coloro che se lo aggiudicano hanno accesso a un contributo di 150 mila euro per 18 mesi, per esplorare il potenziale commerciale o sociale della loro attività di ricerca scientifica. Nella seconda call del 2025 sono stati 136 i progetti ammessi al finanziamento Erc Proof of Concept, per un totale sull’intero anno di 300 sovvenzioni su 879 proposte valutate, per un budget complessivo di 45 milioni di euro.
L’Italia, con 33 Erc PoC assegnati nell’ultimo anno, è il terzo paese con il maggior numero di progetti vincitori dietro a Germania (51) e Spagna (42).

