Lunedì 23 marzo alle ore 15.00 in Sala Seminari di Palazzo Levi Cases in via del Santo 33 a Padova, dopo i saluti di Filippo Focardi Direttore del Casrec, verrà presentato il libro “A partire da Marzabotto. Fare politiche della memoria, tra impegno civile e istituzioni” – Pendragon, Bologna 2026 – alla presenza dell’autore, Andrea De Maria, che si aprirà a un confronto con Eloisa Betti dell’Università di Padova. L’evento è organizzato dal Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea (Casrec) e dal Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e studi Internazionali.
Nelle pagine del testo, Andrea De Maria ripercorre la propria storia personale e politica, dal radicamento nella Bologna degli anni Ottanta all’esperienza di sindaco di Marzabotto, fino all’impegno parlamentare per la tutela e la trasmissione della memoria.
Attraverso il ricordo dei maestri, dei partigiani e delle figure che lo hanno accompagnato, emerge il filo rosso di una vita dedicata al servizio pubblico e alla difesa dei valori democratici. Marzabotto diventa così non solo un luogo, ma un simbolo da cui ripartire per leggere il presente e le sue sfide, un punto di incontro tra storia, giustizia e riconciliazione. De Maria mostra chiaramente come la memoria della Resistenza non appartenga solo al passato, ma continui a interpellare chi crede nella dignità, nella pace e nella responsabilità collettiva. Un racconto che unisce emozione e lucidità, e invita il lettore a trasformare il ricordo in impegno civile vivo e quotidiano*.
«Parlare di questo libro – dice De Maria – non significa solo esercitare il dovere del ricordo, ma riaffermare un impegno politico e civile che mette la Memoria al centro dell’agire istituzionale. Marzabotto non è solo un luogo geografico o un tragico evento storico; è il fondamento etico della nostra democrazia e della nostra Costituzione nata dall’antifascismo.
In questo volume ho voluto parlare di come le politiche della memoria non debbano essere una celebrazione statica, ma uno strumento vivo per leggere il presente. Oggi si parla molto di resilienza, un termine prezioso che indica la capacità di resistere agli urti e di adattarsi alle difficoltà. Tuttavia, credo sia fondamentale recuperare e rivendicare il concetto di Resistenza. Mentre la resilienza può talvolta rischiare di scivolare nell’accettazione passiva di un contesto avverso, la Resistenza è una scelta attiva: è la volontà di non piegarsi alle ingiustizie, di difendere i valori di libertà e uguaglianza e di trasformare la realtà. Fare Resistenza oggi significa declinare quei valori partigiani nella difesa dei diritti, nel contrasto alle nuove forme di autoritarismo e nel rafforzamento del legame tra istituzioni e cittadini**».
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