Giulia Pasqual Dipartimento di Scienze chirurgiche oncologiche e gastroenterologiche dell’Università di Padova premiata per la sua tecnologia sul funzionamento del sistema immunitario: consentirà di associare in modo sistematico i recettori dei linfociti T ai loro bersagli anche nei casi di cancro e malattie autoimmuni
L’Agenzia Esecutiva dello European Research Council – ERCEA ha annunciato i 136 Principal Investigator (PI) selezionati nell’ambito dell’ultima call ERC Proof of Concept 2025 (POC). Il programma Proof of Concept supporta eccellenti PI che hanno già ricevuto una sovvenzione ERC per un progetto di ricerca di frontiera e ora desiderano esplorare il potenziale commerciale e sociale della propria idea scientifica con un finanziamento di 150.000 euro.
A vincere per l’Università di Padova è stata Giulia Pasqual del Dipartimento di Scienze chirurgiche oncologiche e gastroenteroloiche con il suo progetto CLIN-TCR – Translating TCR-Antigen Pairing to Clinical Relevance: Platform for Cancer and Autoimmune Applications – che è uno dei 24 con base in Italia selezionati nella seconda call POC del 2025 e che ha visto ammesse al finanziamento un totale di 136 proposte .
Il progetto CLIN-TCR
Il sistema immunitario ci protegge riconoscendo minacce come le infezioni e le cellule anomale, incluse le cellule tumorali. Allo stesso tempo, in condizioni normali, è in grado di distinguere ciò che appartiene al nostro organismo da ciò che è estraneo, evitando di attaccare i tessuti sani. Quando questo meccanismo di tolleranza non funziona correttamente, possono svilupparsi malattie autoimmuni. Un ruolo centrale in questi processi è svolto dai linfociti T, che utilizzano speciali “sensori”, chiamati recettori dei linfociti T, per riconoscere piccoli bersagli molecolari esposti sulle cellule.
«Comprendere quali recettori riconoscono quali bersagli è fondamentale per sviluppare strumenti diagnostici più accurati, terapie personalizzate e nuovi vaccini. Tuttavia, le tecnologie disponibili consentono di identificare solo una parte limitata di queste interazioni. In ricerche precedenti abbiamo sviluppato una tecnologia innovativa che consente di associare in modo sistematico i recettori dei linfociti T ai loro bersagli. Questo approccio – sostiene Giulia Pasqual – è già stato validato su piccola scala ed è protetto da una domanda di brevetto presentata dalla nostra istituzione. L’obiettivo di questo progetto è dimostrare il valore clinico della tecnologia applicandola al cancro e alle malattie autoimmuni. In oncologia, la piattaforma permetterà di identificare recettori in grado di riconoscere antigeni tumorali, inclusi quelli specifici del singolo paziente. Nelle malattie autoimmuni, lo stesso approccio consentirà di chiarire quali recettori sono coinvolti quando il sistema immunitario reagisce erroneamente contro componenti dell’organismo».
Generando e validando ampi insiemi di dati di rilevanza clinica, il progetto potrà fornire nuovi biomarcatori e nuove opportunità per lo sviluppo di terapie basate sul sistema immunitario. Parallelamente, verrà rafforzata la protezione della proprietà intellettuale e definita una strategia per un futuro sfruttamento commerciale. Nel complesso, il progetto può aprire nuove prospettive per la medicina di precisione e accelerare lo sviluppo di immunoterapie e vaccini terapeutici di nuova generazione.
Proof of Concept POC 2025
In generale, nell’ambito delle due call POC del 2025, sono stati 879 i progetti presentati quest’anno alla Commissione e 300 quelli finanziati complessivamente. Le proposte selezionate per il finanziamento sono distribuite tra 23 paesi: con 31 grant vinti, l’Italia è al terzo posto tra i paesi per numero di finanziamenti ottenuti.
«Le scoperte che emergono dalla ricerca finanziata dall’ERC sono molto spesso più di semplici progressi accademici – conclude Ekaterina Zaharieva, Commissaria europea per le Startup, la Ricerca e l’Innovazione -. Esse costituiscono le fondamenta dei futuri ecosistemi dell’innovazione in tutta Europa, ispirando nuove tecnologie, imprese e soluzioni per la società. Sono lieta che l’UE stia finanziando quest’anno un numero record di sovvenzioni Proof of Concept e mi congratulo con tutti i beneficiari per il loro successo».
Giulia Pasqual ha conseguito la laurea magistrale in Biotecnologie Mediche presso l’Università di Padova nel 2007 e il dottorato di ricerca in Scienze della Vita presso l’Università di Losanna, in Svizzera, nel 2011. Dal 2012 al 2018 è stata ricercatrice post-dottorato prima al Massachusetts Institute of Technology e successivamente alla Rockefeller University, negli Stati Uniti. Durante questo periodo ha ottenuto numerosi finanziamenti competitivi internazionali, tra cui la Swiss National Science Foundation Mobility Fellowship, la Cancer Research Institute Irvington Postdoctoral Fellowship e la borsa L’Oréal-UNESCO “For Women in Science”. I suoi risultati scientifici sono stati riconosciuti con il Career Development Award della Rockefeller University (2017) e con il Regeneron Prize for Creative Innovation (finalista, 2018). Nel 2019 ha avviato il proprio laboratorio di ricerca indipendente presso l’Università di Padova grazie al programma per Giovani Ricercatori “Rita Levi Montalcini”, finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Nello stesso anno ha inoltre ottenuto un ERC Starting Grant per il progetto SYNVIVO (2020–2025), finalizzato allo sviluppo di tecnologie innovative per lo studio delle interazioni tra cellule presentanti l’antigene e linfociti T. Da allora, il suo gruppo di ricerca è attivo nei campi dell’immunologia, dell’immunologia dei tumori e dello sviluppo di tecnologie applicate a queste aree.

