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Rapporto di Genere AlmaLaurea 2026: occupazione sopra il 93% per le laureate magistrali Unibs e stipendi più alti della media nazionale

Su un totale di 2.836 persone laureate all’Università di Brescia nel 2024 – 1.780 triennali, 661 magistrali e 395 iscritti a corsi a ciclo unico – la componente femminile (49%) si distingue per l’elevata occupabilità e per la regolarità negli studi: oltre il 93% delle laureate risulta occupato a cinque anni dal titolo e più del 67% conclude il percorso nei tempi previsti. 

Un risultato particolarmente significativo nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), dove il tasso di occupazione delle laureate Unibs raggiunge il 92,3% superando la media nazionale (91,1%). Positivo anche il dato in merito alle retribuzioni medie mensili, che per le laureate bresciane supera i 1.800 euro netti (1.722 la media nazionale). 

Questi dati emergono dalla seconda edizione del Rapporto di genere AlmaLaurea, l’indagine tematica dedicata alle differenze tra laureate e laureati nei percorsi di studio e negli esiti occupazionali presentata all’Università di Modena e Reggio Emilia lo scorso 11 febbraio, in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza.

«I risultati del Rapporto di Genere AlmaLaurea 2026 confermano l’eccellenza del percorso formativo delle nostre studentesse che dimostrano di concludere gli studi nei tempi previsti – commenta la Prof.ssa Marika Vezzoli, Presidente della Commissione Genere dell’Università di Brescia -. È motivo di orgoglio constatare che le nostre laureate nelle materie STEM raggiungono un tasso di occupazione del 92,3% superando la media nazionale, un dato che conferma la competitività del nostro Ateneo».

Scelte formative, esperienze durante gli studi e performance di studio di laureate e laureati 2024

L’analisi del contesto familiare evidenzia che il 23,9% delle laureate ha almeno una persona laureata all’interno della coppia genitoriale, una quota inferiore rispetto al 28,7% degli uomini e ai valori medi nazionali (29,7% per le donne e 36% per gli uomini).

Tra i laureati a ciclo unico con almeno una persona laureata all’interno della coppia genitoriale, il 33,3% delle donne sceglie in continuità lo stesso ambito disciplinare, in linea con il 34,5% degli uomini (su scala nazionale il divario è più netto: 33,2% contro 45,2%).

Per quanto riguarda il percorso pre-universitario, il 62% delle donne proviene da un liceo, contro il 52,2% degli uomini. Durante gli studi universitari, il 72,5% delle laureate Unibs ha svolto un tirocinio curriculare superando di 9 punti percentuali i colleghi (63,5%) e la stessa media nazionale femminile (64,7%).

In termini di regolarità degli studi la quota di persone laureate in corso è pari al 67,6% tra le donne e 52,6% tra gli uomini con una differenza di 15 punti percentuali (il dato nazionale equivale a 60,9% per le donne e 55,4% per gli uomini).


Esiti occupazionali di laureate e laureati

Le persone laureate di secondo livello del 2019 dell’Università di Brescia contattate a cinque anni dal titolo sono 1.026, di cui 587 afferenti ai corsi magistrali biennali e 439 magistrali a ciclo unico. Il tasso di occupazione è molto alto per entrambi i generi: 93,7% per le donne e 94,4% per gli uomini, valori nettamente superiori alla media nazionale (88,2% per le donne e 91,9% per gli uomini).

Rispetto ad alcune caratteristiche del lavoro svolto, emergono tuttavia delle differenze di genere: le donne risultano più presenti con contratti a tempo determinato: 7,9% contro il 3,3% degli uomini (sul totale nazionale i valori sono rispettivamente pari a 16,4% e 9,6%), meno per i contratti a tempo indeterminato: 46,1% contro il 55,7% (52,1% e 57,8% il rispettivo dato nazionale) e per le attività in proprio: 17,7% contro il 19,7% (14,7% e 15,8% la media nazionale). Il settore pubblico assorbe il 40,9% delle lavoratrici, rispetto al 30,5% degli uomini.

Un elemento cruciale per le differenze di genere riguarda la retribuzione media mensile a cinque anni dalla laurea: le donne dichiarano in media 1.876 euro netti, mentre gli uomini raggiungono 2.120 euro netti. Questo differenziale, di oltre 200 euro, evidenzia una persistente disparità economica tra laureate e laureati anche in presenza di tassi occupazionali simili. In questo contesto, è significativo evidenziare come – secondo il Report della Commissione Pari Opportunità del Comune di Brescia – il gender pay gap tra le persone laureate risulti inferiore alla media provinciale.

Un dato che testimonia l’impatto positivo dell’alta formazione sul riequilibrio delle disparità salariali e rappresenta un elemento di valore per l’Università degli Studi di Brescia. È tuttavia significativo osservare come le laureate dell’Università di Brescia ottengono stipendi mediamente più elevati rispetto ai parametri nazionali (1.722 euro mensili netti per le donne e 2.012 euro per gli uomini), pur all’interno di un sistema che vede la componente femminile ancora penalizzata rispetto a quella maschile.

Laureate e laureati nei percorsi STEM

Nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), la quota di donne laureate all’Università di Brescia nel 2024 si attesta al 26,8%, sensibilmente più bassa rispetto alla media nazionale (41,1%). Tra coloro che hanno i genitori laureati, conseguono la laurea nel medesimo ambito disciplinare di uno dei genitori il 25% delle donne e il 23% degli uomini (sono rispettivamente il 17,9% e il 16,3% sul complesso dei laureati STEM).

L’indagine sulla condizione occupazionale a cinque anni dal conseguimento del titolo di secondo livello dei laureati dell’Università di Brescia mostra elevati livelli occupazionali: tra persone laureate STEM il tasso di occupazione è pari al 92,3% per le donne e al 94,3% per gli uomini. Il dato femminile è superiore alla media nazionale (91,1%), mentre quello maschile è leggermente inferiore (94,8%).

La retribuzione mensile netta è in media pari a 1.864 euro tra le donne e 2.114 euro tra gli uomini con una dinamica di genere analoga a quella del complesso delle persone laureate (1.842 euro per le donne e 2.125 euro per gli uomini).

In termini di caratteristiche del lavoro svolto, tra le persone laureate STEM svolge un’attività in proprio il 10,4% delle donne e il 12,2% degli uomini; i contratti a tempo indeterminato riguardano invece il 66,7% delle donne e il 79,1% degli uomini, mentre i contratti a tempo determinato riguardano rispettivamente il 14,6% e l’1,4%.

Sul complesso delle persone laureate STEM in Italia l’attività in proprio coinvolge il 16,7% delle donne e il 12,8% degli uomini, il contratto indeterminato è maggiormente diffuso tra gli uomini (68,8% rispetto al 55% osservato tra le donne), mentre il lavoro a tempo determinato caratterizza in maggior misura la componente femminile (12,5% rispetto al 7,1% osservato tra gli uomini).

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