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Lotta ai tumori, Fondazione Airc sostiene la ricerca oncologica d’eccellenza di Roma Tor Vergata

Diversi e prestigiosi sono i progetti di ricerca dell’università di Roma Tor Vergata sulla lotta contro il cancro che la Fondazione Airc ha deciso di sostenere.  Sommati, si arriva a circa 2 milioni e 155 mila euro di fondi che hanno premiato l’impegno di docenti e ricercatori di ateneo.  Il dato emerge in concomitanza con l’approssimarsi della giornata evento del 24 gennaio 2026 in cui è prevista la campagna della Fondazione “Le Arance della Salute” per la lotta ai tumori e la sensibilizzazione alla prevenzione.

L’università di Roma Tor Vergata fa parte degli atenei che a livello nazionale sono supportati da Airc, la Fondazione che dal 1965 è impegnata nella battaglia contro il cancro.

Massimo Federici, ordinario del dipartimento di Medicina dei sistemi e prorettore alla Ricerca dell’università di Roma Tor Vergata, commenta “Roma Tor Vergata ha una consolidata tradizione di progetti sostenuti da Airc, che spaziano dalla ricerca di base alla ricerca traslazionale fino alla traslazione dei risultati al letto del paziente.

Nell’ultima edizione dei bandi emessi da AIRC – prosegue – il nostro ateneo ha ottenuto venti finanziamenti: nove per progetti di ricercatori senior, otto per progetti di ricercatori junior e tre borse di studio post-doc. Ci saranno quindi 20 scienziati della nostra comunità accademica che, insieme ai loro gruppi, studieranno i meccanismi molecolari dell’oncogenesi, valuteranno nuovi approcci terapeutici in studi preclinici e produrranno evidenze per l’utilizzo in clinica delle loro scoperte. Ed è importante – conclude Federici – sottolineare che più della metà dei progetti approvati è guidato da giovani ricercatori, a testimonianza di come l’esperienza del nostro ateneo nel campo dell’oncologia sperimentale e clinica si sta arricchendo di una nuova leva di scienziati“.

Dei progetti d Roma Tor Vergata sostenuti da Airc con un contributo complessivo di oltre 2 milioni e 100 mila euro, questi di seguito sono i tre maggiormente finanziati.

Il progetto Exploring the tumour suppressive functions of ZNF750 in squamous carcinogenesis è uno studio focalizzato sulle funzioni del gene oncosoppressore ZNF750 nella carcinogenesi a cellule squamose, supervisionato da Gennaro Melino, ordinario di Biochimica al dipartimento di Medicina Sperimentale. Il finanziamento, per il quarto anno di progetto, è di 200 mila euro.

Il progetto Defining the role of S-nitrosylation in rhabdomyosarcoma genesis, che mira a identificare nuove terapie per il rabdomiosarcoma, un tumore infantile che in alcuni casi può essere ancora difficile da curare. Lo studio è condotto da Giuseppe Filomeni, ordinario di Biochimica al dipartimento di Biologia. Il finanziamento, per il terzo anno di progetto, è di 190 mila euro.

Infine nello studio intitolato “Exploring the oncogenic role of p63 and its novel co-binding factor ZNF148 in head and neck squamous cell carcinoma”, si approfondisce il carcinoma squamocellulare della testa e del collo, che mostra una prognosi piuttosto sfavorevole negli stadi avanzati. Eleonora Candi, ordinaria di Biochimica e coordinatrice del Corso di Laurea in Medicina Veterinaria conduce il progetto e il finanziamento, per il secondo anno di progetto, è di 188 mila euro.

Numerosi studi, secondo dati Airc, hanno dimostrato che il 40% circa dei nuovi casi di tumore è potenzialmente prevenibile attraverso sane abitudini: non fumare, fare attività fisica, scegliere un’alimentazione varia ed equilibrata in linea con la dieta mediterranea, non bere alcolici, aderire alle vaccinazioni e agli screening raccomandati per la diagnosi precoce. Nonostante queste evidenze, la diffusione di sovrappeso e obesità in Italia è preoccupante, soprattutto tra i bambini: il 37% circa è in sovrappeso e, di questi, il 17% è obeso. Si tratta di numeri tra i più alti in Europa, dovuti principalmente a un’insufficiente attività fisica e a un’alimentazione che si è allontanata dai principi della dieta mediterranea.

Da oltre 25 anni le Arance della Salute sono un simbolo di impegno condiviso per la collettività, che sostiene il lavoro dei ricercatori per trovare nuove cure contro il cancro e migliorare la qualità della vita di chi lo affronta.  Le donazioni saranno destinate ai progetti di ricerca indipendente e alle borse di studio di circa 5.000 ricercatori che lavorano in istituzioni prevalentemente pubbliche di tutta Italia, con l’obiettivo di mettere a punto trattamenti sempre più efficaci contro i tipi di cancro ancora poco curabili e studiare nuovi strumenti e strategie per la diagnosi precoce e per la prevenzione.

Testimoni della campagna “Le Arance della Salute” in questa edizione la ricercatrice-tedofora Paola Storti e la campionessa dello sci Sofia Goggia.

Airc, la Fondazione

Dal 1965 Fondazione AIRC sostiene con continuità la ricerca indipendente sul cancro, con l’obiettivo di trasformare le scoperte scientifiche in nuove cure. In sessant’anni di attività ha investito oltre 2,7 miliardi di euro, contribuendo ai progressi nella prevenzione, diagnosi e cura che hanno aumentato significativamente la sopravvivenza e costruito, parallelamente, una nuova narrativa del cancro. AIRC è il principale finanziatore non profit della ricerca oncologica in Italia.

Sostiene il lavoro di 5.000 scienziati attivi in quasi 100 strutture su tutto il territorio nazionale, selezionando i progetti attraverso un rigoroso processo di peer review, garanzia di qualità, merito e indipendenza. Una rete di 17 Comitati e uffici regionali, insieme alla comunità di 20.000 volontari e alla fiducia di 4,5 milioni di sostenitori Impegno che si completa con il sostegno a IFOM, Istituto di Oncologia Molecolare della Fondazione, centro avanzato dedicato allo studio dei meccanismi molecolari alla base dei tumori. 

a cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo

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