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Protocollo d’intesa tra l’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa e le Università di Bari e Trieste

È stato firmato, a Roma, nella suggestiva biblioteca storica di Palazzo Marina, il Protocollo d’intesa tra l’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa, l’Università degli studi Aldo Moro di Bari e Università degli Studi di Trieste relativo all’analisi dei Resti mortali dei Caduti appartenenti all’equipaggio del sommergibile Scirè che sono attualmente sepolti al Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare di Bari.

Presenti all’evento il Capo dell’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa, Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli, la Magnifica Rettrice dell’Università degli studi di Trieste, Professoressa Donata Vianelli, accompagnata dal Professor Paolo Fattorini ed il Magnifico Rettore dell’Università “Aldo Moro” di Bari Roberto Bellotti, accompagnato dai Professori Valeria Santoro e Francesco Introna.

Il Protocollo d’intesa disciplina le attività di analisi dei Resti dei Caduti del sommergibile Scirè, ai fini della relativa identificazione.

A tal fine, l’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Bari si occuperà degli esami antropometrici, mentre l’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Trieste condurrà l’analisi del DNA.

I due Atenei riceveranno in consegna 14 delle 42 cassette ossario contenenti i Resti mortali dei Caduti affinché venga effettuato uno studio di fattibilità che consenta di appurare la possibilità di fornire un’identificazione certa ai Caduti.

È compito dell’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della difesa provvedere al censimento, alla raccolta, alla sistemazione provvisoria e alla successiva sistemazione definitiva delle salme dei Caduti nonché alla manutenzione e alla custodia dei Sepolcreti militari, sia in Italia e sia all’estero, in cui sono raccolti i resti mortali dei Caduti italiani. Questo studio multidisciplinare si propone di fornire un contributo scientifico fondamentale per restituire ai caduti del Sommergibile Scirè un nome.

Il Protocollo d’intesa, firmato dalle parti coinvolte, segna una nuova fase nelle attività di recupero e valorizzazione del patrimonio storico e umano legato alla Seconda Guerra Mondiale e si inserisce nel più ampio progetto di conservazione e tutela della memoria dei soldati italiani caduti in guerra.

Dichiarazione Rettore Roberto Bellotti:  “L’accordo tra l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e l’Università di Trieste, in collaborazione con l’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa, rappresenta un’importante iniziativa per la ricerca e la valorizzazione della memoria storica. Restituire un’identità ai resti dei militari italiani deceduti durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare quelli legati all’affondamento del sommergibile Scirè, è un passo significativo per onorare la loro memoria. La presenza di questi resti nel Sacrario militare di Bari aggiunge un ulteriore valore simbolico a questa iniziativa, contribuendo a recuperare e preservare il patrimonio storico del nostro Paese.”

Il Sommergibile Scirè non fu soltanto un’unità della Regia Marina ma divenne “leggenda”. Costruito presso i cantieri di Muggiano (MI), venne varato il 6 gennaio del 1938. Entrò in servizio il 25 aprile dell’anno successivo e ricevette la bandiera di combattimento il 19 giugno dello stesso anno.

Si rese protagonista di azioni ardite culminate, il 18 dicembre 1941, con l’incursione nel porto di Alessandria d’Egitto e il danneggiamento delle corazzate inglesi Queen Elizabeth e Valiant. Il 6 agosto del 1942 lo Scirè andò incontro al suo tragico destino. Salpò da Lero con destinazione porto di Haifa. I britannici però riuscirono a decrittare i messaggi cifrati grazie alla codifica del sistema Enigma e, alle 10.30 del 10 agosto, attaccarono il sommergibile italiano con bombe di profondità della corvetta Islay.

Gravemente danneggiato lo Scirè emerse ma venne nuovamente colpito ed affondò portando con sé tutti i 60 membri dell’equipaggio. Il 14 agosto, sulla spiaggia di Haifa, vennero trovati i corpi di due incursori: il Capitano Commissario Egil CHERSI e del Secondo Capo Eugenio DAL BEN. Furono sepolti dagli inglesi, con l’onore delle armi, nel cimitero di Haifa.

Furono rimpatriati nel 1965. Gli altri membri dell’equipaggio rimasero intrappolati a 35 metri di profondità. Il 31 agosto del 1942 lo Scirè fu dichiarato scomparso in mare in una azione di guerra. Il 28 aprile del 1943 gli venne attribuita la Medaglia d’Oro al Valor Militare. Con il contributo di Nave Anteo della Marina Militare si sono svolte le operazioni di recupero di 42 salme. Il 15 ottobre del 1984 il rientro in Patria, nel porto di Bari.

L’equipaggio riposa ora presso il Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare di Bari in un sacello comune che ha accolto uomini che vissero, navigarono, combatterono e morirono insieme. La mancanza di segni distintivi o di elementi di riconoscimento non ha consentito l’identificazione dei Caduti e pertanto furono tutti classificati come “ignoti”.

Purtroppo 16 marinai riposano ancora in fondo al mare. Il sommergibile è stato sigillato nel 2002.

Nel maggio del 2025 lo Scirè è divenuto Sacrario Militare, custode silenzioso di valore, fratellanza e gloria.

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